Unione

Il matrimonio è un’istituzione sociale

Cos’è il matrimonio

Spesso si parla di matrimonio dando per scontato il significato, soggettivo ed oggettivo, del termine stesso. Si parla inoltre di matrimonio come di un’istituzione sociale immutata e immutabile ma non è affatto così.

Etimologia del termine

La parola italiana matrimonio (in latino  matrimonium) è , formata dal genitivo singolare di mater (ovvero matris) unito al suffisso –monium, collegato, in maniera trasparente, al sostantivo munus ‘dovere, compito’.

Dunque la parola  matrimonio, pone, almeno in origine, l’accento sulla finalità procreativa dell’unione. L’etimologia stessa fa riferimento ad una unione che rende “madre”, non moglie ed è interessante notare come non appaia nell’origine del termine la figura maschile.

In cosa consiste il matrimonio

Potremmo dire che il matrimonio è un meccanismo della società concepito per regolare e controllare le relazioni umane. Nel matrimonio vengono poste regole e vincoli relativamente ai rapporti sessuali.

In tal modo si ha una regolamentazione e controllo sulle nascite, sulla discendenza e su tutte le questioni di eredità.

Sembra chiaro che il matrimonio è un’istituzione della società, non una sfera di attività della Chiesa.

Nel medioevo

Il matrimonio nel Medioevo era un contratto stipulato dalle famiglie dei due promessi. Il matrimonio avveniva solo per convenienza politica o economica o sociale

Fra gli antichi Egizi

Nel codice di Hammurabi ( regnò dal 1792 al 1750 a. C., è scritto che il matrimonio è valido se c’è un contratto scritto, con il quale l’uomo compra la moglie. Esistevano poi varie clausole e diverse varianti sul tema.

Ai tempi dei Romani

Inizialmente si presupponeva la sottomissione della donna all’autorità dell’uomo. Questa forma di matrimonio era detta  cum manu. In pratica si riconosceva all’uomo, nei confronti della moglie, un potere analogo a quello esercitato sui figli e sugli schiavi.
Successivamente, al matrimonio cum manu subentrò il matrimonio sine manu. Questo prevedeva il consenso di entrambi gli sposi all’unione.

L’innovazione del matrimonio sine manu, basato sul consenso delle parti, introduce di conseguenza la legittimazione del divorzio, sia consensuale sia su iniziativa di uno dei due coniugi.

Con il Cristianesimo

Con il cristianesimo si fece un passo in dietro nell’evoluzione sociale. Infatti la chiesa cristiana, che riconosceva le unioni contratte secondo il diritto romano, rese il matrimonio un sacramento definendolo sacro e indissolubile. Di conseguenza si ritorno a non poter considerare il divorzio.

Dunque non c’è nulla di romantico

Esatto, il matrimonio è un contratto, un’istituzione sociale dunque non è il rito in se ad avere significato ma le intenzioni e propositi di chi si unisce qualsiasi sia il loro sesso e la loro estrazione sociale.

Si ringrazia per la foto Gerald Friedrich 

Cristina Dall’Ave – Celebrante cerimonie Laiche per la provincia di Vicenza

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