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Si può ridere della morte?

“non c’è matrimonio senza pianto, non c’è funerale senza riso” chi non ha mai sentito queste parole?…allora…si può ridere della morte?

Della morte si può ridere, ma soprattutto della morte si dovrebbe parlare. Riuscire a parlarne, a “riderci sopra” può aiutarci ad alleggerire il momento facendo uscire emozioni che altrimenti non riuscirebbero ad essere verbalizzate e nemmeno elaborate.

L’umorismo, la battuta spesso usata per “rompere il ghiaccio” è un modo per avvicinarsi all’altro, creare fiducia e sdrammatizzare, chiariamo che è un atteggiamento che nulla ha a che fare con la mancanza di rispetto.

Il semplice atto del ridere oltre ad essere un linguaggio universalmente riconosciuto, ci aiuta in maniera naturale a ridurre lo stress, non a caso in numerosi contesti sanitari si è diffusa la clownterapia per alleviare lo stato d’ansia e sofferenza.

Degno di nota uno studio fatto dalla Medical University di Vienna che tratta il tema dell’umorismo nero. Dalla ricerca pubblicata nella rivista scientifica Cognitive Processing emerge che le persone alle quali piace il black humor risultano più intelligenti e meno aggressive.

Quindi per salutarci con il sorriso, vi riporto alla memoria una divertente bufala che girava in rete qualche anno fa. Gli autori di questo falso hanno usato lo sfondo di un presunto catalogo Ikea inserendo in maniera molto ironica tre modelli di bare Defunktö (modello lusso da 68,99 euro), Lukto (19,90 euro) e Sälm (modello economico cartone 100% riciclato 4,99 euro) completo di istruzioni per il montaggio e servizio clienti dallo slogan “tu muori noi ti trasportiamo”

Si ringrazia per la foto 5688709

Alessandra Schievano – Celebrante cerimonie laiche per la provincia di Vicenza

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